Social Media: Amici o Nemici della Creatività? La mia esperienza.
- Laura Longoni

- 22 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min

I social media sono oggi un motore potente di creatività, ma anche un terreno complesso: se da un lato offrono ispirazione, visibilità e collaborazione potenzialmente senza confini, dall'altro rischiano di standardizzare i processi artistici riducendone l’originalità e trasformando la creatività in imitazione di trend.
In questo post vorrei condividere con voi alcune riflessioni e la mia esperienza fino a questo momento con i social media.
Social media e creatività: un'arma a doppio taglio
I social media sono lo strumento principale per condividere la creatività. Attraverso i social media si condividono idee, progetti creativi, si cercano nuove ispirazioni, si entra in contatto con persone provenienti dagli angoli più remoti del pianeta e si viene a conoscenza quasi in tempo reale di nuovi trend o prodotti che potrebbero dare nuova linfa creativa attraverso l'impiego degli stessi in nuove tecniche. Se visti in quest'ottica sono il mondo ideale.
D'altro canto non è tutto oro ciò che luccica e nella mia seppur breve esperienza ho sperimentato gli effetti negativi di un uso, forse eccessivo, dei social media.
Instagram, Facebook & YouTube
All'inizio del mio percorso creativo nel 2016 i social media sono stati lo strumento migliore che potessi avere: è proprio grazie a piattaforme come YouTube, Facebook o Instagram che ho ritrovato l'ispirazione, creando la mia scuola di disegno personale e imparando tantissimo attraverso i tutorial di meravigliosi artisti ed appassionati che hanno messo a disposizione il loro talento.
I primissimi post risalgono alla primavera del 2022 e riguardavano essenzialmente i miei primi lavori di colata acrilica e, solo successivamente, pensando di incontrare tramite i social altre persone che condividevano la mia stessa passione per le matite colorate, si è ampliata successivamente nel 2023 con la colorazione per adulti.
Inizialmente trovavo divertente creare arte da postare, imparare ad utilizzare strumenti nuovi come la fotocamera o i programmi di modifica delle foto, improvvisandomi fotografa, e poi, una volta postato, vedere il numero di visualizzazioni, like, commenti e followers crescere ogni giorno.
Tuttavia, senza che me ne accorgessi, sono diventata "dipendente" dal numero di visualizzazioni o follower che ricevevo dopo aver postato, collegando l'apprezzamento o la qualità di ciò che avevo creato solo al numero di nuovi followers. Le cose sembravano andare benissimo, per una volta nella vita avevo la sensazione di non essere sola ad avere la creatività come passione ed hobby.
Poi tutto è cambiato e quasi da un giorno all'altro mi sono ritrovata ad essere praticamente invisibile sui social: nessun follower, nessun like, nessun commento. Scrollavo il mio feed solo per noia e senza uno scopo e intanto il tempo passava, i giorni diventavano settimane e le settimane mesi in cui i miei social e la mia arte erano come congelati. Ed è qui che è cominciata la mia spirale negativa: ho cominciato a dubitare di me stessa, delle mie capacità e credere che la mia creatività non fosse all'altezza di essere considerata e, sbagliando, ho smesso di creare.
In altre parole il social con le sue regole si era trasformato da potenziale strumento di connessione a fonte di distruzione della mia vena creativa. Non sentivo più la stessa spinta emotiva che mi faceva passare ore e ore davanti a una pagina da colorare o una tela piena di colore in attesa di vedere il soggetto prendere vita tramite i colori.
E' stato un periodo un difficile ma, nonostante tutto, ha avuto un lato positivo: mi ha dato modo di riflettere e di capire che stavo sbagliando completamente a farmi definire da un social media. Inoltre, leggendo vari commenti e post di altri artisti, mi sono resa conto di non essere sola in questa situazione e che i social erano diventati più una fonte di disconnessione e competizione. Non era più una semplice voglia di condividere con altri una passione e, nel mentre, migliorarsi imparando cose nuove. Era più una continua corsa contro il tempo a cercare di emulare, competere, essere migliori ed emergere contro il resto della community attraverso un profilo perfetto ed un feed impeccabile. E questo era un gioco al quale non ero e non sono disposta a giocare.
TikTok
TikTok è un altro social media che per molti è lo strumento principale per brevi video su tecniche ed haul creativi. Eppure, anche quello che potrebbe sembrare un'altra fonte inesauribile di ispirazione e condivisione, si è trasformato, a detta di alcuni artisti/YouTuber in un meccanismo che rovina lentamente la creatività trasformandola da semplice hobby rilassante in una corsa al progetto più perfetto o ad una scusa per giustificare il consumo compulsivo di materiale artistico, con la convinzione che senza un certo tipo (o una certa quantità) di pennarelli, penne, matite o libri da colorare non fosse possibile iniziare .
Per quanto mi riguarda TikTok non è una piattaforma che utilizzo moltissimo, se non per scrollare e trovare ispirazione. Ad ogni modo non posso negare che questo effetto, questa subdola spinta all'acquisto di nuovo materiale di cui si parla nel video, ha in un certo senso contagiato anche me e che spesso mi sono trovata a passare ore su internet alla ricerca del materiale utilizzato in quel video per poterlo acquistare, anche se non ne avevo assolutamente bisogno.
Riflessione finale
Sebbene i social media siano ancora una grande vetrina per la creatività e un potente alleato in questo senso, il modo in cui si sono sviluppati negli ultimi anni li ha portati a diventare più uno strumento che distrugge questo potenziale piuttosto che sostenerlo.
I social media sono diventati un semplice strumento per spingerci al consumo eccessivo di materiali artistici e a una competizione malsana, mentre cerchiamo di ottenere più follower e riconoscimento attraverso il feed più perfetto, le pagine da colorare più perfette o la collezione di materiali artistici migliore e più recente.
Per quanto mi riguarda, non voglio che la mia creatività diventi schiava di un algoritmo e, alla fine, che il mio valore artistico, piccolo o grande che sia, sia determinato da un freddo computer. Mi piacerebbe molto fare un passo indietro e vedere i social media tornare ad essere un luogo dove ognuno di noi può creare solo per il gusto di creare, condividendo il risultato al proprio ritmo e alle proprie condizioni, senza pressioni.
Cosa ne pensate dei social media? Come vivete tutto questo come artisti? Vi sentite sopraffatti, delusi da come sono cambiati i social media, o riuscite a conviverci perché sono diventati uno strumento necessario?
Fatemelo sapere nei commenti, raccontandomi la vostra esperienza o cosa ne pensate di tutto questo.
Grazie per aver letto.
Laura


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